1,92 milioni di dolari da pagare per aver scaricato da Kazaa.

Circa due anni fa, la signora Jammie Thomas-Rasset, era stata citata in giudizio dalla Recording Industry Association of America, con l’accusa di aver scaricato vari brani musicali dal programma peer to peer Kazaa. La signora rifiutò il patteggiamento e decise di portare in tribunale questa faccenda. Oggi, la vicenda si è conclusa, e la donna è stata giudicata colpevole di pirateria e condannata a pagare 1,92 milioni di dollari per i 24 brani musicali scaricati, tutti protetti da copyright.
Facendo un calcolo, la donna dovrà versare per ogni brano 80 mila dollari, e rimborsare sei etichette musicali: Sony BMG, Warner Bros Records, Capitol Records, Arista Records, Interscope Records e UMG Records.
L’accusa, in tribunale, ha praticaamente detto che la signora Thomas-Rasset ha compiuto un vero e proprio furto, e che proprio la sua opera ha permesso a milioni di utenti via internet di scaricare brani musicali, tutti protetti da copyright.
La difesa della donna era fallimentare, visto che tentava di gettare la colpa sul marito o sui figli, ancora piccoli per essere giudicati.
Già nel 2007 la donna era stata processata e condannata a pagare 220 mila dollari per 2000 brani scaricati. Per un vizio di forma però la sentenza era stata annullata.
Pare comunque che la donna sia intenzionata a non mollare ed a ricorrere in appello, anche se i legali della donna vorrebbero adesso stringere un accordo con la RIAA, rifiutato in precedenza.
La RIAA abbia deciso di finirla con le cause per la pirateria, concentrandosi di più sulla prevenzione di quest’ultima, grazie alla collaborazione con gli Internet Service Provider.



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20-06
2009

Non si può parlare di diritti violati se ogni brano costa una multa di 80.000 dollari, piuttosto di abuso! E se pensano di dare pene esemplari per scoraggiare il resto della community, a mio avviso, stanno ottenendo il risultato opposto.


di: Francesco
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